Crisi del concetto, crisi della normatività

[Nota del Curatore: La redazione dell’European Journal of Psychoanalysis è lieta di presentare, per la prima volta in traduzione italiana, questo breve quanto importante testo di Elvio Fachinelli originariamente redatto in lingua francese. Presentato per la prima volta al XLV° Congresso degli psicoanalisti di lingue romanze organizzato dalla Società Psicoanalitica di Parigi (16-19 maggio 1985), Crise de concept, crise de normativité è successivamente apparso nella Revue Française de Psychanalyse (vol. 50, n. 1, 1986, pp. 427-428, d’ora in avanti RFP), per poi essere fugacemente citato all’inizio della quinta sezione de La mente estatica (L’area perinatale). Spesso adombrato da altre importanti pubblicazioni di quel periodo, questo conciso intervento delinea i principali orizzonti di ciò che, in La mente estatica (1989), Fachinelli definirà “apologia della difesa”, discorso di derivazione psicoanalitica che propone una visione ideologica del soggetto come perennemente vulnerabile e sempre asserragliato dal bisogno di difendersi. Questa riflessione, sviluppata ulteriormente negli anni successivi, si rivelerà un nesso fondamentale per congiungere, da un lato, l’aspra critica mossa da Fachinelli alla psicoanalisi istituzionale e ai suoi metodi affiliativi di potere e, dall’altro, la segregazione culturale dell’estasi con le sue implicazioni etico-politiche. Un ringraziamento particolare va a Giuditta Fachinelli, che ha permesso la traduzione e pubblicazione dell’articolo.]

 

Il grande lavoro di Claude Le Guen e colleghi[i]– che si potrebbe a giusto titolo considerare un attendibile quadro generale della situazione psicoanalitica nel 1985 – propone alcune considerazioni che riassumeremo qui rapidamente.

  1. Il concetto di rimozione, che nel 1892 designa una manovra psichica intenzionale, volta a inibire e reprimere le rappresentazioni spiacevoli e insopportabili, riguarda prima di tutto la patologia psichica, come indicato dal sottotitolo della Comunicazione preliminare: “Sui meccanismi psichici dei fenomeni isterici”[ii]. È tuttavia vero che Freud prenda in considerazione sin da subito un’applicazione del concetto alla normalità psichica.[iii]E perciò, quanto scrivono Le Guen e colleghi è corretto: “la patologia spiega la normalità”, cosa che ci permette successivamente di concepire un aspetto “normale” della rimozione[iv].
  2. È proprio in questa direzione generale che si sono spinti Freud e la psicoanalisi. Questa disciplina è divenuta non soltanto una metapsicologia, ma una interpretazione generale dei comportamenti umani. A questo punto si pone una questione di principio. L’aspetto difensivo, strategico-militare che inizialmente designava esclusivamente un dominio specifico e alterato della psiche, è divenuto il fulcro dell’edificio freudiano. I criteri (difensivi) che definiscono un comportamento alterato sono divenuti i criteri del comportamento non alterato. Certo, il quadro della psiche non alterata deve tener conto di alcune differenze che si riscontrano. Ma la normativitàdei processi difensivi – intesa come la capacità di produrre e prescrivere delle norme – è evidente e viene conservata con successo, qualunque sia il quadro in cui viene inscritta. Tale normatività ha come postulato teorico la continuità tra lo stato di alterazione e quello di non alterazione, ovvero l’assenza di differenze qualitative tra le due. L’anormale è, mutatis mutandis, il normale. Da questo punto di vista, abbiamo davanti a noi la concezione del rapporto tra il normale e il patologico che dominava la scienza medica del secolo scorso. Con una differenza: in questo rapporto, la posizione di forza non appartiene più alla normatività del normale, ma a quella del patologico.
  3. A partire da questo slittamento, si pongono diverse questioni teoriche e cliniche, che appaiono molto chiaramente nel testo di Le Guen e colleghi, ad esempio:
  • Posizione incerta delle difese cosiddette precoci o primitive, studiate in particolare dagli autori anglosassoni, rispetto alla rimozione;
  • Di conseguenza, difficoltà a integrare nel quadro teorico e clinico tradizionale punti di vista divergenti: psicosi, autismo infantile, borderline, tossicomanie, eccetera;
  • Per quanto riguarda le forme di vita “normali”, estrema difficoltà a considerarle dei meccanismi di difesa. Ciò appare chiaro nel caso problematico del meccanismo della sublimazione, che Le Guen e colleghi finiscono per escludere dai meccanismi di difesa dell’Io.
  • In ognuno di questi casi, si tratta di problemi molto evidenti, di cui bisognerebbe tuttavia chiarire il senso. Eppure, secondo noi, è fondamentale riconoscere la crisi del concetto di difesa, che è in pari tempo una crisi della normatività generale a essa attribuita. Con la crisi del concetto, i limiti del paradigma psicoanalitico (in senso kuhniano) o, in altre parole, dell’antropologia psicoanalitica, si mostrano alla luce del sole.

 

Bibliografia

AA. VV. (1986) Revue française de psychanalyse: organe official de la Société psychanalytique de Paris (Parigi: Paris: Presses Universitaires de France).

Freud S. (1989) Studi sull’isteria, in OSF I (Torino: Boringhieri).

 

Testo a cura di Gioele P. Cima

 


[i] [NdC: Qui Fachinelli si riferisce a Le Refoulement, approfondito e imponente lavoro presentato dallo psicoanalista francese Claude Le Guen che, di fatto, apriva il Congresso del 1985. La relazione è stata successivamente riportata agli atti nel numero speciale della RFP (pp. 23-335) intitolato appunto Le refoulement (les défenses).]

[ii] [NdC: Si veda J. Breuer, S. Freud, Comunicazione preliminare: Sul meccanismo psichico dei fenomeni isterici in S. Freud (1989), pp. 175-188.]

[iii]Si veda la nota finale dello scritto Un caso di guarigione ipnotica, dello stesso anno (1982). [NdC: La nota a cui si riferisce Fachinelli è la seguente: “Mi limito a osservare che sarebbe vantaggioso studiare, anche al di fuori dell’isteria e del tic, l’obiettivarsi della controvolontà, così frequente nell’ambito del normale”. È anche interessante notare che, nella stessa nota, Musatti aggiunga che questa osservazione “può considerarsi un’anticipazione della Psicologia della vita quotidiana (1901)” (S. Freud, Un caso di guarigione ipnotica, in S. Freud (1989), p. 133n).

[iv] C. Le Guen, Le Refoulement, in RFP (1986), p. 59 [nel testo originale, basandosi probabilmente su una copia di Le Refoulement antecedente alla ristampa ufficiale sulla RFP, Fachinelli cita il passo riferendosi alla pagina 11 dello scritto].

 

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