Corrispondenza con un intellettuale russo, 2, maggio 2024
“Dei genitori [russi] hanno persino mandato i loro ragazzi all’Operazione Militare Speciale [‘guerra in Ucraina’, ma il termine “guerra” è proibito]. In effetti per le strade si possono leggere tanti cartelloni che invitano i giovani ad arruolarsi, promettendo loro soldi. E vi si legge anche che, se un giovane è ucciso, verrà data un’auto ai genitori! Insomma, certi genitori preferiscono l’auto e i soldi ai loro figli.”
Continuiamo a pubblicare la corrispondenza di Sergio Benvenuto con un importante intellettuale russo.
Si veda: www.journal-psychoanalysis.eu/articles/uno-scambio-con-un-intellettuale-russo/
Ci ha chiesto lui stesso di celare il proprio nome e di eliminare ogni particolare che possa renderlo facilmente riconoscibile. Così abbiamo asteriscato la città in cui vive, il museo che dirige, anche il nome di sua moglie. Lui stesso evita di usare alcune parole “pericolose” che possono essere parole-chiavi per i motori di ricerca della polizia russa allo scopo di individuare corrispondenza “sovversiva”. Perciò non appaiono parole come “Putin”, “Ucraina”, “omosessualità”, “prigione”, “guerra” ecc.
* *
Caro Sergio,
Per descriverti che cosa succede ora nella [città russa in cui vivo] dovrei sedermi con calma con te da qualche parte e dovremmo parlare per ore.
In poche poarole: la situazione è difficilissima, è veramente pericolosa e imprevedibile. Nessuno sa che cosa accadrà domani.
In questo paese circola veramente una paranoia in senso clinico. Sono molto contento che [quel libro sul] presidente Schreber sia stato pubblicato due anni fa, così molti suoi lettori riconosceranno i sintomi di oggi. Se tre anni fa qualcuno mi avesse detto che una situazione come quella di oggi era possibile, non gli avrei creduto affatto. Letteralmente, è incredibile.
Tanti hanno lasciato il paese. Gli amici stranieri ormai non vengono più in Russia, e molti amici russi sono andati a vivere all’estero. Per esempio, pubblichiamo la nostra rivista **** qui in Russia, ma l’amico che ci ha fatto il design è in Armenia, mentre gli autori russi che ci scrivono sono in Uzbekistan, Georgia, ecc. Per fortuna ora la nostra casa editrice è legale, ma [all’estero].
Mi proponi di parlare tra noi via skype o attraverso qualche altro mezzo elettronico. Mi dispiace, non voglio passare il resto dei miei giorni in…. o peggio.
Riusciamo ancora a produrre la nostra rivista ****, anche se molte riviste filosofiche e case editrici sono state chiuse dal governo l’anno scorso.
Ancora pubblichiamo qualche libro. Ma il Simposio di Platone, le opere di Pasolini… sono nella lista nera.
Sì, l’amore di uomini per uomini è una questione fondamentale oggi, direi anzi che essa è una questione politica basilare in Russia.
Per esempio, mi hanno chiesto di tenere una conferenza su un podcast su psicoanalisi e sessualità. Dopo averla registrata, gli avvocati della piattaforma educativa che produce il podcast mi hanno chiesto di togliere tutto quel che avevo detto di connesso alla parola “bisessualità”. Bi- e omo- sono fuorilegge.
Nel dipartimento dell’Università **** dove insegno, solo 15 professori sugli 80 che c’erano insegnano ancora. Alcuni di loro hanno lasciato l’insegnamento due anni fa per andare a Berlino, Helsinki, Princeton, Bard, ecc. Altri sono stati licenziati con l’accusa di “pacifismo”. Altri poi hanno lasciato il dipartimento a causa del salario incredibilmente basso. I professori più notevoli sono stati sostituiti da [professori di cui il regime si fida].
In certi momenti sono stato sul punto di abbandonare l’insegnamento, ma ho ricevuto dozzine di messaggi da parte degli studenti che mi dicevano “se lei se ne va, anche noi molliamo tutto”.
Così, son dovuto restare.
Gli studenti sono tristi, talvolta sottomessi. Oltre due anni fa c’era un vivo dipartimento internazionale con studenti che venivano da Tokyo, Chicago, ecc. E dopo la laurea molti studenti russi continuavano senza problemi la loro formazione in università europee o americane, ma ora è difficilissimo farlo. Sempre prima del 2022 facevano viaggi speciali a Venezia, Basilea, ecc. per vedere le opere d’arte, ora niente più di tutto questo. Alcuni miei studenti mi hanno detto che hanno perso fiducia nell’umanità. Capirai dunque che non c’è modo di discutere questa situazione in modo aperto sia skype.
Il museo **** che abbiamo creato tanti anni fa ancora funziona, ma in modo sempre più sotterraneo direi. Va detto che tutti i direttori dei musei di stato in Russia sono stati sostituiti da burocrati del tutto nuovi, fidati.
Qui ancora alcune istituzioni straniere restano attive. Tra queste, l’Istituto francese, [mia moglie e io] siamo sempre amici di persone che ci lavorano. Il nuovo capo dell’Istituto francese mi ha convinto ad andare a Metz (Francia) per vedere la mostra su Lacan e l’arte, e grazie all’aiuto cruciale dell’ambasciata francese a Mosca ho potuto ottenere un multi-visto di due anni. Così posso viaggiare. E’ una cosa buona perché sono sempre membro del comitato scientifico del museo **** [in una importante capitale dell’UE], e stiamo organizzando un convegno sull’Assenza ad ottobre. Spero che io sarò in grado di andarci.
Non ci sono voli diretti per l’Europa. Perciò ho dovuto volare a Parigi via Istanbul. Il viaggio prende un giorno intero.
In questo momento siamo a Parigi, che per me ha l’aria di stare in un altro pianeta ormai. Domani andremo a Metz per la mostra.
In fondo non puoi credere nemmeno nell’assurdità che stiamo vivendo. E nessuna speranza per il futuro.
Per molti versi sopravvivo grazie agli studenti e al fatto di insegnar loro. E cerco di aiutarli, per quel che posso.
Per favore, tienimi informato sulle iniziative del vostro istituto e rivista EJP.
I miei migliori saluti
Firma
________
Quindi Sergio Benvenuto ha rivolto alcune domande specifiche al nostro amico, che ha risposto agli inizi di giugno del 2024.
– Puoi dirmi come si manifesta in pratica questa omofobia in Russia?
[Conosco] una giovane donna di 30 anni, è ingegnera e lavorava in una compagnia di costruzioni. Era la sola donna in un ufficio con circa una diecina di uomini più o meno della sua età. Tutti erano ingegneri, persone che si erano laureate all’università a **** . Quando ha cominciato a lavorare in quell’ufficio, ha visto che quei i ragazzi – tutti sposati e tutti che vanno il venerdì sera al club per bere e rimorchiare ragazze – nell’orario di lavoro discutono di gay in pratica ogni giorno. Secondo lei tutti loro sono omosessuali latenti, ma questi colleghi maschi riproducono sempre le voci della macchina mass-mediatica… Per esempio, a un certo punto, ripetendo quel che dicono i mass-media, hanno detto che torturare la gente per avere informazioni è cosa buona, e cercavano di convincere di questo la mia amica. [La questione dei gay è la questione politica dominante. Ricordo un programma radio di circa 10 anni fa. Era un sondaggio tra gli uomini russi su ciò che essi temono di più nella vita… la morte, la malattia?… No, la risposta era: abbiamo paura dei gay!]. I suoi colleghi, dopo una valanga di odio contro i nemici gay, cominciarono a spiegarle che gli uomini sono certamente più intelligenti delle donne, hanno più cervello di queste. Era stupita dal fatto che nessuno di loro avesse il minimo dubbio sulla superiorità maschile. Per questi uomini le donne sono una proprietà dell’uomo, come un’auto, un orologio, ecc. E’ ovvio che lei soffrisse di questa umiliazione quotidiana, ma si rendeva anche conto quanto questi uomini la temessero – lei è una donna molto in gamba.
Quindi, dopo la dominanza degli uomini eterosessuali, sono passati alle nazionalità. Una volta cominciarono a discutere di quali nazionalità siano le ragazze che è meglio scopare – questa giovane è una tatara del Kazan che si è trasferita in [una grade città russa]. I suoi colleghi stilarono una gerarchia di nazionalità con le donne migliori da scopare. A seguito di questa “conversazione”, la giovane – donna e non russa, preciso – ha deciso di lasciare quell’impiego.
– L’aborto in Russia è libero sin dalla rivoluzione bolscevica. Oggi qual’è la legislazione russa sull’aborto?
Si sta discutendo di nuovo sull’aborto. La chiesa ortodossa fa pressioni sulle autorità perché lo si proibisca.
– Certi autori sono probiti oggi per il loro riferimento all’omosessualità? E vengono proibiti in qual modo? Immagino che si possano trovare le loro opere nelle biblioteche o anche via internet. O no?
Di nuovo, il tutto non è chiaro in termini legali, oppure possiamo dire che la legge è totalmente perversa/pervasiva. In rete ci sono liste nere di libri, ma bisogna dire che la legislazione colpisce per lo più la letteratura gay.
Ho preso in prestito da amici un libro su Pasolini, autore scomparso da tutte le librerie. Ho visto che molte righe e molte pagine erano semplicemente tagliate da una riga. Censura.
Ho letto che alcune biblioteche hanno deciso di propria iniziativa di gettar via tutti i libri sul gender e sul femminismo – entrambe parole orribili per “l’uomo come si deve”. E’ anche poco chiaro cosa fare con quei libri scritti da autori contemporanei che sono stati dichiarati agenti stranieri. Ancora una volta, una legge può essere inventata o interpretata in ogni caso particolare – possiamo parlare di “singolarità dell’interpretazione”.
Un mio amico che possiede una piccola libreria intellettuale mi ha detto: “è molto probabile che la parola ‘sesso’ sulla copertina di un libro possa farti avere seri problemi’. Vedremo cosa succederà allora, per esempio, con il libro della filosofa Alenka Zupancic, “Che cosa è il sesso?”, pubblicato un paio di anni fa.
– E i film che vengono da Occidente? Sono mostrati senza probemi, o c’è qualche limitazione?
Di fatto molti distributori occidentali rifiutano di mostrare i film occidentali in Russia, ma questi sono stati proiettati lo stesso. E’ facile trovarli in rete e quindi li si può vedere sugli schermi dei cinema, anche se illegalmente. Comunque, alcuni film sono proibiti dal governo. Per esempio, è proibito l’ultimo film di Alexander Sokurov “Fiaba”. E’ grande, il miglior film che Sokurov abbia girato.
– Avete in Russia libero accesso ai media occidentali, o c’è un filtraggio? E ci sono media occidentali in russo?
Se lo si desidera veramente, chi vuole leggere o vedere media banditi in Russia, ma in lingua russa, può farlo facilmente via VPN. Una App che tutti possono procurarsi.
- Accenni a una differenza generazionale nell’accesso ai media.
La questione non è tanto che i media stranieri siano proibiti, quel che conta è se qualcuno desideri seguirli oppure no. Non sarebbe un problema ricevere informazione da media in russo non controllati dallo stato, YouTube funziona, e non sarebbe rischioso accedere a materiale alternativo alla versione del regime.
In slang la televisione russa viene chiamata “la scatola zombi”, chi la segue è comnsiderato zombi… C’è quindi una divisione netta tra la gente-TV e la gente-non-TV. Questa divisione molto spesso è generazionale.
La vecchia generazione, quella dei genitori, è molto più TV-dipendente della generazione dei miei studenti, attorno ai 20 anni. I giovani si informano piuttosto attraverso internet.
Negli ultimi due anni ho sentito spesso questa frase, da parte di giovani maschi: “I miei genitori hanno preferito la TV a me!” Gli studenti dicono di sentirsi trascurati dai genitori, i quali dicono loro: “Se non vuoi sederti con noi a guardare la TV, allora non condividi i nostri valori e non credi in quello che dice la TV! Ti maledico! Vattene via e non tornare più qui, non è più casa tua!”
Ho sentito persino di genitori che hanno mandato i loro ragazzi all’Operazione Militare Speciale [nome dato alla guerra in Ucraina, oggi è proibito usare il termine “guerra” a proposito di essa]. In effetti per le strade si possono leggere tanti cartelloni in cui si invitano i giovani ad arruolarsi, promettendo loro soldi. E vi si legge anche che, se un giovane è ucciso, verrà data un’auto ai genitori! Insomma, preferiscono l’auto e i soldi ai loro figli…
Con internet la situazione è simile. La maggior parte della popolazione segue i canali controllati dallo stato, e non vogliono vedere né sentire gli altri canali. E’ chiaro che la passione dell’ignoranza è molto molto più forte del desiderio di sapere.