Un materialismo spettrale per salvaguardare la modernità

Tractatus Economico-Psychanalytico-Philosophicus

1 Una severa misura di esclusione inaugura il tentativo di forgiare la modernità.

1.1 Kant (1929) mette in guardia dalla presunzione della ragione di affrontare questioni metafisiche come quelle che riguardano:

  • I limiti (o la loro mancanza) del tempo e dello spazio.
  • La divisibilità o l’indivisibilità della materia.
  • Il libero arbitrio e il determinismo.
  • L’esistenza di Dio.

1.11 Per Kant, il tentativo di approfondire tali questioni noumeniche porta all’impasse delle antinomie della ragione.

1.12 Il pensiero dovrà d’ora in poi limitarsi al sobrio dominio della scienza, definita come lo studio dei fenomeni – come le cose appaiono piuttosto che come sono in sé (noumeno).

1.2 Questa misura di esclusione, volta a proteggere e garantire l’avvento del moderno, porta paradossalmente al fallimento della realizzazione della modernità.

1.21 L’esclusione inaugurale con cui la modernità tenta di affermarsi porta a un ritorno del rimosso che compromette la realizzazione della modernità.

1.22 Tale rinascita del premoderno nella nostra tarda modernità contemporanea è testimoniata dall’ascesa della spiritualità New Age, dalla proliferazione di nuove religiosità, dall’oscurantismo della moderna psichiatria americana e dalla fede mistica nella «mano invisibile del mercato».

2 Contrariamente all’espulsione kantiana del noumeno, Hegel, Marx e Freud hanno il coraggio di concedere attenzione agli oggetti tabù, relegati da Kant a una preoccupazione premoderna.

2.1 Hegel rilancia l’interesse per il noumeno sostenendo che lo scopo della sua Scienza della Logica non è altro  che «l’esposizione di  Dio come egli è nella sua essenza eterna prima della creazione della natura e di uno spirito finito»(Hegel, 1969, 50).

2.2 Marx incentra la sua critica all’economia politica classica sull’analisi delle «sottigliezze   metafisiche e dei capricci teleologici» (Marx, 2000) delle merci.

2.3 Freud ritorna al sogno – un tempo passione di cartomanti e indovini – come «via regia per l’inconscio» (Freud, 1900).

2.4 È solo facendo ritorno a questi oggetti abbandonati e ad altre entità “spettrali” (Derrida, 2006) che la modernità può forgiare per sé un materialismo incrollabile e immune al risorgere della superstizione premoderna.

3 Il paradosso della modernità consiste nel fatto che dobbiamo tornare a questi oggetti di occupazione premoderna per diventare moderni.

3.1 L’interpretazione comune non riesce a comprendere tale paradosso, e questo fallimento del pensiero si traduce nella rinascita del pre-moderno all’interno della comunità.

3.2 Poiché la salvaguardia del moderno richiede il ritorno dello sguardo sugli oggetti del premoderno, la scienza da sola non è sufficiente nel nostro percorso di compimento del progetto della modernità.

3.21 I “campi spettrali” (psicoanalisi, marxismo e filosofia speculativa hegeliana) sono i passi successivi per salvaguardare il moderno.[1]

3.321 Senza questo passo successivo oltre i limiti della scienza, siamo in balia dello scientismo, del biologismo, del capitalismo e di altri capricci.

3.322 Finché questo passo successivo non sarà compiuto, la nostra modernità continuerà a essere segnata dalla lotta per il puro prestigio[2] tra un atteggiamento scientifico prevalente da una parte, e un atteggiamento spiritualista o “intuitivo” opposto dall’altra.

3.3221 Né l’atteggiamento scientifico né quello spiritualista possono fornire un resoconto materialista dello spettrale.

3.32211 Quando lo spettrale è (non) considerato dall’atteggiamento scientifico, siamo relegati allo scientismo (per esempio nella “moderna” psichiatria americana).

3.32212 Quando lo spettrale è (non) considerato dall’atteggiamento spirituale, si regredisce alla superstizione premoderna, come nel diffuso movimento New Age.

3.3222 La lotta concettuale tardo-moderna del puro prestigio implica un conflitto tra due atteggiamenti che non riescono a comprendere che hanno in comune il fatto di offuscare la categoria paradossale del materiale-spettrale.

3.323 I campi spettrali, al contrario, liberano dalla falsa dicotomia tra mente e materia, tra spirituale e materiale.

3.3231 I campi spettrali si astengono dall’optare inutilmente per un lato di questo falso dualismo a favore dell’altro.

3.32311 Il materialismo bruto e ingenuo sceglie la materia, mentre la superstizione oscurantista si impegna in una vuota spiritualità.

3.32311 Entrambe queste scelte insufficiente non colgono l’idea che il cosiddetto spirituale sia il (non)-punto di torsione all’interno della materia.

3.3231111 La nozione di spettrale dà il nome a questo (non)-punto sintomatico.

4 Il passaggio ai campi spettrali richiede una transizione dal pensiero causale al pensiero del sintomo.[3]

4.1 Lo spettrale è il sintomatico e il sintomatico è lo spettrale.

4.2 Il sintomo non è una stranezza irrazionale, che guasta una razionalità altrimenti perfetta.

4.3 Il sintomo è l’iper-razionale.

4.31Parafrasando Hegel possiamo dire che ciò che è iper-razionale è il sintomo e, viceversa, ciò che è un sintomo è iper-razionale.

4.32 La torsione sintomatica sul nastro di Moebius non è l’insegna della sragione ma, piuttosto, il segno dell’iper-presenza della ragione[4].

4.4 Affrontare lo spirito infinito, il regno dell’impegno e della coscienza umana, richiede un pensiero del sintomo[5].

4.41 La gargantuesca trasvalutazione di tutti i valori di Nietzsche si basava sul raggiungimento del pensiero del sintomo nel campo della morale.

4.411«In fondo, oggi almeno noi immoralisti abbiamo il sospetto che il valore decisivo di un’azione risieda proprio in ciò che in essa è non intenzionale, mentre tutto ciò che di essa è intenzionale, tutto ciò che di essa può essere visto, conosciuto, “reso cosciente”, appartiene ancora alla sua superficie e alla sua pelle – che, come ogni pelle, tradisce qualcosa ma nasconde ancora di più. In breve, noi vediamo che l’intenzione è solo un segno e un sintomo che richiede ancora un’interpretazione – per di più un segno che significa troppo e quindi, preso da solo, quasi nulla» (Nietzsche, 2000, 234).

4.42 Marx ha introdotto il pensiero del sintomo nel campo dell’economia e del pensiero sociale.

4.421 Lacan (2006) attribuisce a Marx il merito di aver inventato il sintomo.

4.43 Freud ha introdotto il pensiero del sintomo nel campo della psicologia.

4.431 Il biologismo di Freud è un ritiro (“fourvoiement“, come lo chiama Laplanche) dal pensiero dei sintomi.

4.44. La nozione hegeliana di assoluto preannuncia le nozioni marxiste e freudiane di sintomo.

4.441 Hegel si spinse oltre il formalismo kantiano e l’universalità astratta per affrontare le complessità dello spirito umano (infinito)[6].

5 Nella sua esplorazione della teologia politica medievale, Ernst Kantorowicz (1985) sostiene che i re feudali di un tempo erano concepiti come dotati di due corpi:

  • Un corpo biologico.
  • Un corpo trasformato dal titolo reale e dalla posizione sovrana conferita al soggetto.

5.1 Seguendo questa argomentazione, Eric Santner (2011) sostiene che il soggetto moderno, in virtù della sovranità acquisita nella modernità, è diviso tra un corpo biologico e un corpo alterato attraverso l’investitura simbolica.

5.11 Sia per il re sovrano che per il soggetto moderno, un secondo corpo emerge come surplus sublime o abietto rispetto al corpo materiale della biologia.

5.12 Ciò che conta, per Hegel, è l’avvento dello spirito infinito al di là della finitudine del divenire animale.

5.121 Per lui, è la «malattia dell’animale» che «fa nascere lo spirito».

5.1211 Seguendo la dizione hegeliana potremmo quindi dire che il corpo libidico è l’indice della malattia del corpo materiale.

5.1212 Il corpo libidico è la dimora dello spirito infinito.

5.13 Analogamente, Marx si rivolge al secondo corpo delle merci.

5.131 Marx è interessato al modo in cui una cosa ordinaria diventa una merce.

5.132 Le “sottigliezze teologiche” della merce segnano la firma dello spirito infinito sulla materia inanimata.

5.14 La psicoanalisi si occupa del secondo corpo del soggetto.

5.141 Concepisce il corpo come corpo libidico.

6 La nostra pseudo-modernità tradisce il materialismo attraverso la negazione dello spettrale che porta alla sua degradazione in varie forme.

6.1 La comprensione psichiatrica del sintomo in senso medico rappresenta una degradazione dello spettrale.

6.11 La moderna psichiatria americana ignora il corpo libidico spettrale a favore del corpo biologico: riduce il primo al secondo.

6.12 La psichiatria reifica anche l’Altro simbolico (l’entità spettrale par excellence) nel regno della biologia.

6.2 C’è una degradazione della spettralità dell’erotico.

6.21 La criminalizzazione contemporanea dell’erotismo è una massiccia rinascita del puritanesimo che cancella la dimensione spettrale dell’erotismo.

6.22 L’erotico è spettrale e lo spettrale è erotico.

6.221 Quando la dimensione della spettralità si degrada, si ha la desessualizzazione.

6.2211 La desessualizzazione comporta la riduzione del corpo libidico spettrale al corpo biologico.

6.2212 Insulti e profanazioni offrono una deliziosa spezia alle squisitezze del frutto proibito. Tuttavia, quando questi superano una certa soglia, la tensione sessuale si appiattisce. Una barzelletta lo testimonia. Una giovane donna dice al suo partner che trova malizioso essere insultata durante il sesso. Nel corso del loro successivo rapporto sessuale, lui esclama: “Ho cagato sulla tomba di tuo padre”. La mancanza di sottigliezza ha mancato il segno dello spettrale-sessuale, provocando rabbia e lacrime o risate, due segni di desessualizzazione[7].

6.222 Anche l’umorismo è spettrale.

6.2221 Le battute di Žižek vanno quindi prese con la massima serietà come incursioni e flirt con lo spettrale.

6.3 Il capitalismo è la degradazione economica dello spettrale.

6.31 Il feticismo delle merci è essenziale e inevitabile nella vita politico-economica.

6.311 Il pensiero borghese e l’economia politica classica fraintendono questo feticismo.

6.312 Marx riconosce che la cosa acquisisce un secondo corpo che la trasforma in merce.

6.313 Il secondo corpo dà origine al feticismo.

6.314 Quando una cosa d’uso diventa merce, si trasforma in qualcosa  di trascendente (Marx, 2000, 50).

6.3141 Le merci abbondano di «sottigliezze metafisiche e capricci teologici» (Ibidem, 50).

6.3142 Le merci sono “cose sensuali che sono allo stesso tempo soprasensibili o sociali” (Marx citato in Harvey, 2018, 41).

6.31421 I due organismi sono quindi:

– Il corpo sensuale della cosa.

– Il “corpo” soprasensibile e sociale.

6.32 Il feticismo delle merci implica l’inevitabile percezione errata per cui il lavoro come forma sociale viene falsamente ridotto al tratto oggettivo dei prodotti.

6.321 Marx parla di «nebbia attraverso la quale il carattere sociale del lavoro appare a noi come un carattere oggettivo dei prodotti stessi» (Marx, 2000, 56).

6.322 Marx: «… la merce riflette le caratteristiche sociali del lavoro degli uomini come caratteristiche oggettive dei prodotti del lavoro stesso, come proprietà socio-naturali di queste cose» (Marx citato in, 2018, 41).

6.323 Questo porta al seguente offuscamento: «Esiste un rapporto sociale definito tra gli uomini, che assume, ai loro occhi, la forma fantasmagorica di un rapporto tra cose» (Marx, 2000, 52).

6.324 L’associazione sociale tra le persone è la vera fonte del bagliore spettrale della merce.

6.3241 Il lavoro e le relazioni tra lavoratori sono l’entità spettrale effimera che conferisce alla merce il suo aspetto metafisico sovrasensibile.

6.3242 Il feticismo, sostiene Harvey (2018), è inevitabile perché, a causa delle complicazioni del mercato mondiale, non si può sapere tutto sui lavoratori coinvolti che costituiscono l’associazione sociale tra le persone.

6.33 Il valore è l’entità spettrale che sorge come sintomo congelato del tempo-lavoro.

6.331 Il denaro è la rappresentazione immaginaria dello spettrale (valore). 6.3311 Il denaro è una reificazione e ipostatizzazione della spettralità del valore.

7 Hegel è il custode filosofico-teologico dello spettrale.

7.1 Per Hegel, Dio è l’entità spettrale par excellence.

7.2 Per Hegel, le antinomie kantiane non testimoniano il fallimento della ragione, ma piuttosto il suo successo nell’articolare le contraddizioni inerenti all’essere.

7.21 Hegel coglie così lo spettrale attraverso la logica e la ragione.

7.22 Per Hegel, lo spettrale-spirituale è il contraddittorio, e il contraddittorio è lo spettrale-spirituale.

7.221 La principale lezione di Hegel: l’essere è spettrale nella misura in cui è contradditorio.

7.222 La dialettica è il campo spettrale hegeliano in quanto parte dalla premessa che l’essere è contraddittorio.

8 Marx è il custode economico dello spettrale.

8.1 Lo stile di scrittura di Marx nel capitolo sul feticismo della merce è letterario piuttosto che tecnico (Harvey, 2018, 40).

8.11 Ci sono riferimenti a «magia, misteri e negromanzie» (Ibidem, 40).

8.111 Abbiamo a che fare con la dimensione spettrale.

8.1111 Questo potrebbe essere il motivo per cui Althusser (1996) ha optato per una lettura sintomale del Capitale.

8.2 Per Marx, il valore è un’entità tipicamente spettrale.

8.21 Marx paragona il valore alla gravità: «… il tempo-lavoro socialmente necessario per produrre [merci] si afferma come legge regolatrice della natura. Allo stesso modo, la legge di gravità si afferma quando la casa di una persona gli crolla sopra» (Marx citato in Harvey, 2018, 44-45).

8.211 Come dice Harvey, la gravità e il valore sono entrambi «relazioni e non cose, ed entrambi devono essere concettualizzate come immateriali ma oggettive» (Ibidem, 2018).

8.2111 Qui incontriamo una grande definizione dello spettrale come immateriale e oggettivo.

8.2111 Ciò è perfettamente in linea con la lezione imparata da Hegel, ovvero che lo spettrale è il contraddittorio; la contraddizione qui risiede nell’opposizione tra oggettivo e immateriale.

8.22 Il feticismo delle merci comporta l’annullamento della spettralità del valore.

8.221 Il feticismo della merce rende concreta (anziché spettrale) l’oggettività del valore; questa è l’ipostatizzazione e la reificazione intrinseca del feticismo.

8.2211 Marx fonda un campo che evita l’ipostatizzazione feticistica della spettralità del valore.

8.22111 Si tratta di un campo spettrale che non è né scientismo né superstizione premoderna.

9 Freud e Lacan sono i guardiani psicoanalitici dello spettrale.

9.1 L’inconscio freudiano-lacaniano è spettrale.

9.11 L’idea di “psicologia del profondo” è un’ipostatizzazione dello spettrale.

9.2 La nozione clinica di transfert nomina l’entità spettrale che assilla la relazione analitica.

9.21 Ridurre il transfert alla ripetizione comporta un’ipostatizzazione dello spettrale.

9.211 La spettralità del transfert è il tramite del cambiamento.

9.22 Il transfert è erotico perché è spettrale.

9.23 Per gestire correttamente la situazione clinica è necessario riconoscere l’entità spettrale che è il transfert.

9.231 La negazione di questa presenza spettrale degrada la situazione clinica a suggestione e acting out.

9.2311 L’idea di Lacan secondo cui «il transfert senza interpretazione è acting-out» (Lacan, 2004) implica che il compito dell’interpretazione è quello di mantenere la dimensione spettrale del transfert.

9.23111 Ciò si ottiene mantenendo l’interpretazione sull’asse simbolico che collega il soggetto all’inconscio.

9.23112 Quando l’interpretazione ha luogo sull’asse immaginario che collega l’ego dell’analista a quello dell’analizzante, la dimensione spettrale del transfert viene reificata e ipostatizzata.

9.231121 Acting out e suggestione sono i nomi della reificazione e dell’ipostatizzazione attraverso il quale la spettralità erotica del transfert viene appiattita.

9.2311211 Attraverso l’appiattimento e la neutralizzazione dello spettralità, il transfert viene completamente desessualizzato o diventa apertamente erotomanico.

9.3 L’autorità e il potere paterno sono spettrali.

9.31 Seguendo la nostra idea hegeliana, ricordiamo che lo spettrale è contraddittorio.

9.311 L’autorità paterna, in quanto spettrale, è anche contraddittoria.

9.3111 La contraddizione della spettralità del potere paterno: se l’autorità paterna viene ipostatizzata come forza, perde istantaneamente il proprio potere.

9.31111 Un’altra formulazione della contraddizione del potere paterno spettrale: l’autorità paterna si sostiene paradossalmente solo quando si astiene dall’esibire sé stessa e rimane nascosta.

9.31112 «Il reale sullo sfondo che funge da supporto e garanzia ultima del potere pubblico è quindi un’entità spettrale – non solo non ha bisogno di esistere nella realtà, ma se apparisse e intervenisse direttamente nella realtà, allora rischierebbe di perdere il proprio potere, poiché, come Lacan ha chiarito, l’onnipotenza (toute-puissance) si trasforma necessariamente in “tutto-in-potenza” (tout en puissance): un padre percepito come “onnipotente” può sostenere questa posizione solo se il suo potere rimane sempre un “potenziale”, una minaccia che non viene mai attualizzata» (Žižek; 2015, 54).

9.3112 Un’altra contraddizione dell’autorità paterna è che essa rappresenta la paradossale unità dialettica di forza e amore.

9.31121 Per Hegel, la punizione dei bambini solleva «l’universale nella loro coscienza e volontà» (Hegel, 2008, 173). In altre parole, la legge richiede la forza.

9.311211 Tuttavia, questa forza del diritto deve essere mantenuta in unità dialettica con l’amore.

9.311212 La punizione accompagnata dall’amore dà al bambino la possibilità di raggiungere un vero interesse per l’altro.

9.3112121 Per raggiungere questo obiettivo è necessario il proverbiale bastone paterno, ma il suo scopo è proprio quello di superare il bastone.

9.31121211 Il bastone paterno fornisce la sua stessa Aufhebung: se colpisce il bambino una volta, è con l’obiettivo di non doverlo fare mai più.

9.311212111 In quanto realizza da sé la propria Aufhebung, il bastone è un oggetto speculativo, cioè una cosa d’amore.

9.3112121111 Come oggetto speculativo, il bastone paterno è, per dirla con Hegel, «non solo in quanto Sostanza, ma anche in quanto Soggetto» (Hegel, 1977, 10).

9.3113 Un’altra contraddizione della legge paterna (e della legge in generale) è che la sua espressione deve essere tenuta in unità dialettica con la sua dissoluzione e scomparsa.

9.31131 La voce della legge deve scomparire affinché il suo messaggio venga ricevuto (Lebrun, 1972, 298-299).

9.311311 Lebrun fa riferimento alla nozione di espressione di Hegel, riferendosi a una presenza inseparabile dalla dissoluzione (Ibidem, 298).

9.3113111 l’atto di fede che testimonia l’accettazione della legge paterna (castrazione simbolica) non avrà luogo se la voce che lo porta persiste oltre il suo messaggio.

9.3114 Un’altra contraddizione della legge è che, per Hegel, un atto criminale è la sua stessa punizione.

9.31141 Separare i due momenti del delitto e della pena significa soffrire dell’ideologia del tempo che inutilmente separa temporalmente i due momenti di una data unità dialettica[8].

9.311411 Perciò l’operazione più saggia della legge è lasciare che il crimine sia la sua stessa punizione.

9.3114111 Una volta raggiunta questa intrattabile unità dialettica, si arriverà alla penitenza e all’espiazione.

9.4 Il sogno è la “via regia” per lo spettrale.

9.41 Per questo motivo il sogno deve essere trattato con estrema attenzione per evitare l’ipostatizzazione e la reificazione.

9.411 La resistenza contemporanea alla psicoanalisi ha portato a due forme di ipostatizzazione del sogno.

9.4111 Il primo comporta la relegazione scientista del sogno a  un’inutilità senza senso.

9.4112 Il secondo riguarda l’elevazione oscurantista del sogno a oracolo o divinazione (New Age e junghismo).

9.5 Anche la nozione freudiana-lacaniana di Altro indica un’entità spettrale che è allo stesso tempo immateriale e oggettiva.

9.51 Il cosiddetto grande Altro è un «ordine oggettivo» che emerge «dall’interazione degli individui» e «viene sperimentato dagli individui coinvolti come sostanza agente che determina le loro vite» (Žižek, 2012, 972).

9.52 L’Altro è una presenza spettrale costitutiva nella comunità dei parlanti umani e, come tale, è ineliminabile.

9.521 Hegel fa presente in modo preveggente l’ineliminabilità dell’Altro nel seguente passo di rilievo: «Gli esperimenti educativi, propugnati da Rousseau in Émile, di sottrarre gli uomini dalla vita comune di tutti i  giorni e di educarli in campagna, si sono rivelati inutili, poiché nessun successo può accompagnare il tentativo di allontanare l’uomo dalle leggi del mondo. Anche se i giovani devono essere educati nella solitudine, non si deve comunque pensare  che la fragranza del mondo spirituale non pervada alla fine questa solitudine o che la forza dello spirito del mondo sia troppo debole per impadronirsi di queste regioni. È diventando cittadino di un buon Stato che l’individuo perviene per la prima volta al suo diritto» (Hegel; 2008, 160-161).

9.5211 La rimarchevole nozione di “fragranza del mondo spirituale” evoca magnificamente l’idea di un’esistenza immateriale che tuttavia è oggettiva.

9.53 L’Altro spettrale è ipostatizzato nella psicosi, ma non è sradicato.

9.531 I deliri di paranoia non comportano altro che l’ipostatizzazione dell’Altro spettrale in una determinata persona o gruppo di persone.

9.532 Le allucinazioni uditive e visive della psicosi comportano l’ipostatizzazione dell’Altro spettrale in significanti che ritornano nel reale per perseguitare il soggetto.

9.533 Nella depressione psicotica o nella melanconia, l’Altro spettrale viene reificato come l’ombra dell’oggetto (Freud, 1917) che ricade sull’Io del soggetto.

9.534 Quando l’Altro è ipostatizzato, diventa per il soggetto un luogo privilegiato di proiezioni che portano a una relazione immaginaria speculare con l’Altro.

9.535 Nella religione, l’Altro è reificato in Dio.

9.5351 Come ha notato Lacan, «l’ipotesi di Dio» (Lacan, 1998, 45) persisterà sempre.

9.536 La responsabilità soggettiva implica la resistenza all’impulso di ipostatizzare l’Altro, evitando così la relazione speculare che ne seguirebbe.

9.5361 Ciò richiede l’impresa speculativa di riconoscere che l’Altro spettrale è il risultato dell’autoriflessione del soggetto.

9.53611 L’anima bella hegeliana[9], non riesce a cogliere il paradosso per cui l’Altro è il risultato della propria auto-riflessione.

9.53612 Che l’Altro sia il risultato dell’auto-riflessione  del soggetto significa che l’Altro non è altro che il modo in cui viene percepito, e a questo si aggiunge che l’Altro viene percepito secondo il modo di percepire del soggetto stesso.

9.536121 Questa bizzarra tautologia significa che l’Altro è il riflesso dello sguardo del soggetto stesso.

9.536122 Il soggetto si relazionerà a modo suo con questo Altro o, più precisamente, il soggetto costituirà questo Altro in base alla propria  posizione di soggetto.

9.5361221 Così, «il male risiede nello sguardo stesso che percepisce l’oggetto come male» (Hegel citato in Žižek, 1998).

9.5361222 Uno sguardo invidioso renderà   invidioso l’altro e così via.

9.5361223 Nell’acting out e nel passage à l’acte l’Altro spettrale viene reificato e concretizzato come un’altra persona.

9.53612231 l’acting out comporta uno spettacolo messo in scena per lo sguardo immaginario dell’altro.

9.53612232 il passage à l’acte si verifica quando lo sguardo dell’altro emerge sulla scena come un vero e proprio spettatore.

9.53613 Il soggetto libero e responsabile deve prendere coscienza del fatto che l’Altro è un prodotto della sua autoriflessione, cioè che soggetto e Altro stanno nell’identità-in-differenza.

9.536131 È per questo che la cura psicoanalitica non comporta altro che un leggero spostamento di prospettiva, una svolta sottile come la quasi indistinguibile torsione del nastro di Moebius.

9.5361311 La cura segna il momento della paradossale unità dialettica dello spostamento infinitesimale e della trasformazione infinita.

9.53614 Il soggetto libero e responsabile deve prendere coscienza del fatto che l’Altro è un prodotto della sua autoriflessione, cioè che soggetto e Altro stanno nell’identità-in-differenza.

9.536141 Come nella teoria dei giochi e nell’antropologia strutturale, la psicoanalisi non si preoccupa del “carattere”, della “personalità” o della “profondità” dell’individuo.

9.5361411 La psicoanalisi è interessata solo alla posizione che il soggetto assume nei confronti dell’Altro spettrale e, inoltre, a come questa posizione costituisce l’Altro  per il soggetto.

9.5361411 La psicoanalisi è anche interessata al godimento (jouissance) che questa posizione rende al soggetto.

9.53614111 Con un cambiamento operato  attraverso l’interpretazione, la psicoanalisi spera di apportare un mutamento ne:

– La posizione del soggetto nei confronti dell’Altro.

– L’Altro come è costituito dalla posizione del soggetto.

– ll godimento (jouissance) reso dalla relazione del soggetto con l’Altro.

10 Il vero significato del materialismo è: vedere le cose “metafisiche” (l’Altro, il linguaggio, Dio, i miracoli, i fantasmi, il valore, i sintomi medici) in modo né spirituale, né scientificamente riduttivo.

10.1 Ignorare del tutto lo spettrale equivale allo scientismo.

10.2 Il ricorso a spiegazioni spirituali implica l’ipostasi premoderna di regni ultraterreni.

10.3 La fune su cui camminiamo si trova sospesa proprio tra lo scientismo arrogante e l’oscurantismo.

10.31 La topologia ci accompagna nel cammino su questa fune; ci dice che lo spettrale non è altro che la torsione della superficie che crea l’illusione dell’altezza e la paura di cadere.

10.4 In quanto forieri della modernità a venire, ci troviamo di fronte alla sfida della seguente proposizione speculativa: lo spettrale è il materiale e, viceversa, il materiale  è lo spettrale.

10.5 Lo spettrale resiste alle reificazioni e alle ipostatizzazioni della pseudo-modernità.

11.Hegel, Marx, Freud e Lacan forniscono l’antidoto spettrale alla reificazione/ipostatizzazione sotto forma di punto sintomatico.

11.1 Dalla prospettiva che hanno aperto possiamo concludere che il sintomo è l’antidoto spettrale-materialista alla reificazione e all’ipostatizzazione.

11.2 Hegel battezza il punto sintomatico come assoluto.

11.21 Il punto sintomatico è un luogo di protesta contro la reificazione.

11.3 Per Freud e Lacan, il punto sintomatico si presenta sotto forma di lapsus, di sogni e di equivoci quotidiani come altrettante testimonianze dell’inconscio.

11.31 Il punto sintomatico è un luogo di protesta contro l’Altro.

11.4 Per Marx, la forza lavoro del proletariato è il punto sintomatico del modo di produzione capitalistico.

11.41 I movimenti sociali (guidati dal proletariato) costituiscono il luogo di protesta contro il dominio della politica e dell’economia.

12 Quando Hegel afferma che «tutto si basa sul cogliere ed esprimere il Vero, non solo come Sostanza, ma anche come Soggetto» (Hegel; 1977, 10), esprime la limitazione del formalismo astratto.

12.1 Questa resistenza recalcitrante all’universalità astratta è la firma dell’umano, l’entità che più ostinatamente sfida la sua definizione.

12.11 Le neuroscienze e la genetica sostengono inoltre che l’essere umano è geneticamente programmato per sfidare la sua programmazione genetica (Cfr. Ansermet e Magistretti, 2004).

12.2 Il sintomo – il marcatore del disagio per eccellenza – testimonia la follia umana che contesta più esplicitamente ogni formalismo (Taheri; 2021, 150).

12.21 Il sintomo fornisce la nozione di umano ed è, in quanto tale, l’antidoto all’universalità astratta.

13 Le applicazioni spettrali della filosofia speculativa hegeliana, del marxismo e della psicoanalisi portano con sé un importante mandato etico, ovvero l’identificazione con il sintomo.

13.1 Un tale risultato è l’apice del paradosso speculativo per cui l’umano e il disumano si trovano in identità-nella-differenza.

13.11 A livello individuale, ciò consiste nell’abolizione dell’ego.

13.111 Lacan definisce questa situazione come destituzione soggettiva.

13.12 A livello sociale, si tratta di una rivoluzione attraverso la quale i movimenti sociali contestano l’egemonia dell’ordine politico ed economico.

13.121 Marx la chiama dittatura del proletariato.

 

Note

[1] Althusser (2006) ha parlato della psicoanalisi e del marxismo come di “scienze conflittuali”. Nonostante la sua parziale validità, tale denominazione comporta già un’inutile immaginarizzazione dello spettrale. Più precisamente, la psicoanalisi e il marxismo (così come la filosofia speculativa di Hegel) sono campi che si occupano del reale spettrale. La concettualizzazione di un conflitto con un Altro implica sempre una degradazione del reale all’immaginario, dove la divisione interna è (mal)percepita come conflitto esterno.

[2] La nozione di lotta di puro prestigio deriva dal ritorno di Kojève (1980) alla dialettica servo-padrone di Hegel (1977). Denota una battaglia tra esseri umani consapevoli per il dominio, indipendentemente dal rischio che ciò può comportare per la loro stessa vita. Uso questo termine per designare qualsiasi conflitto duale in cui i partigiani si preoccupano più del trionfo che della verità, e in cui sono ciechi di fronte al fatto che parlano dalla stessa posizione di soggetto del rivale che essi criticano.

[3]L’esatta natura di questa transizione esula dallo scopo del presente lavoro e costituirà un argomento centrale del mio prossimo libro.

[4] Le proposizioni da 4.1 a 4.32 sono idee tratte dal mio Hegelian-Lacanians Variations on Late Modernity: Spectre of Madness (Conclusion: From via dolorosa to gaya scienza)

[5] Hegel usa i termini spirito finito e infinito per riferirsi, rispettivamente, alla natura in generale e al regno dell’uomo specifico. Si può sostenere che egli ritenga che anche il regno inanimato, vegetale e animale, contenga già in sé il nocciolo dello spirito infinito. Ciò deriva dal fatto che il sapere assoluto è, per Hegel, presente fin dall’inizio piuttosto che rappresentare un punto di arrivo. Così, a proposito del “Vero”, Hegel dice che esso è «il processo del suo stesso divenire, il circolo che presuppone la sua fine come meta, avendo la sua fine anche come inizio» (Hegel, 1977, 10).

[6] Hegel afferma, contro Kant, che il formalismo «immagina di aver compreso ed espresso la natura e la vita di una forma quando l’ha dotata di una qualche determinazione dello schema come predicato» (Hegel, 1977, 29). Per Hegel, il tentativo di imporre generalizzazioni come “leggi di natura” sui particolari non riesce a comprendere che «tutto si basa sul cogliere ed esprimere il Vero, non solo come Sostanza, ma anche come Soggetto» (Ibidem, 10).

[7] Faccio uso di questa battuta anche in (Taheri; 2021. Cfr. Variantion 13. Sexual difference: man and woman).

[8] Le proposizioni da 9.31111 a 9.3114 sono idee tratte dalle mie Hegelian-Lacanians Variations on Late Modernity: Madness (Variation 19: The force and frailty of the law).

[9] Hegel usa questo termine per indicare il soggetto che non riesce a riconoscere la propria complicità nella situazione che lamenta.

 

Riferimenti:

Althusser, L. (1996) Lire Le Capital. Quadrige. PUF

Althusser, L. (2006) For Marx. Translated by Brewster, B. Verso.

Ansermet, F. and Magistretti, P. (2004) À chacun son cerveau: plasticité neuronale et inconscient. Odile Jacob.

Derrida, J. (2006) Specters of Marx. The State of the Debt, the Work of Mourning and the New International. Routledge.

Freud, S. (1900) The Interpretation of Dreams. The Standard Edition of the Complete Psychological Works of Sigmund Freud. Translated by Strachey, J. Vintage, the Hogarth Press. S.E. 4.

Harvey, D. (2018) A Companion to Marx’s Capital. The Complete Edition. Verso.

Hegel, G. W. F. (1969) Science of Logic. Translated by Miller, A. V. Foreword by Findlay, J. N. Humanity Books, an imprint of Prometheus Books.

Hegel, G. W. F. (1977) Phenomenology of Spirit. Translated by Miller, A. V. With analysis of the text and foreword by Findlay, J. N. Oxford University Press.

Hegel, G. W. F. (2008) Outlines of the Philosophy of Right. Oxford University Press.

Kant, I. (1929) Critique of Pure Reason. Translated by Smith, N. K. Macmillan (reissue St. Martin’s Press , 1965).

Kantorowicz, (1985) E. The King’s Two Bodies. A Study in Medieval Political Theology. Princeton University Press.

Kojève, A. (1980) Introduction à la lecture de Hegel. Gallimard.

Lacan, J. (2004) Le séminaire. Livre X. L’angoisse. Le Seuil.

Lacan, J. (2006) Écrits. Translated by Fink, B. In collaboration with Fink, H. and Grigg, R. W. W. Norton and Company.

Laplanche, J. (1999) La sexualité humaine, biologisme et biologie. Institut Synthélabo. Le Plessis-Robinson.

Lebrun, G. (1972) La Patience du concept: Essai sur le discours hégélien. Gallimard.

Marx, K. (2000) Das Kapital. A Critique of Political Economy. Edited by Engels, F. and condensed by Levitsky, S. A Gateway Edition. Regnery Gateway.

Nietzsche, F. (2000) Beyond Good and Evil. Translated and edited by Kaufmann, W. Basic Writings of Nietzsche. The Modern Library.

Santner, E. (2011) The Royal Remains: The People’s Two Bodies and the Endgames ofSovereignty. University of Chicago Press.

Taheri, A. (2021) Hegelian-Lacanians Variations on Late Modernity: Spectre of Madness. Routledge.

Žižek, S. (2012) Less Than Nothing: Hegel and the Shadow of Dialectical Materialism. Verso Books.

Žižek, S. (2015) Absolute Recoil: Towards a New Foundation of Dialectical Materialism.Verso Books.

Bio:

Alireza Taheri esercita la pratica psicoanalitica a Toronto, dov’è anche attivamente coinvolto nell’insegnamento della teoria lacaniana presso il Toronto Psychoanalytic Institute and Society. È membro permanente del corpo docenti dell’HamAva Psychoanalytic Institute a Teheran (Iran), dove insegna teoria e pratica psicoanalitica. Scrive articoli di filosofia e psicoanalisi ed è attualmente caporedattore e curatore della recensioni dei libri di Psychoanalytic Discourse (una rivista internazionale indipendente per la discussione clinica, teorica e culturale della psicoanalisi). Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Hegelian-Lacanian Variations on Late Modernity: Spectre of Madness (Routledge, 2020).

Share This Article

Topics

European Journal of Psychoanalysis