Un ricordo di Antonio Gargano (4/12/1947-6/09/2025)

Antonio Gargano (Napoli, 4 dicembre 1947 – 6 settembre 2025) è stato docente di Storia della Filosofia e di Filosofia teoretica all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e Segretario generale dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici dalla sua fondazione nel 1975.
Antonio Gargano più che un amico era un conoscente. Imparai la ferrea distinzione che la lingua tedesca traccia tra le due parole nei primi tempi dell’emigrazione in Germania. In italiano, mi sembra, non sono così separati e inconciliabili, l’amico e il conoscente.
G. lo conobbi comunque prima di finire a Göttingen. Lo incontrai per la prima volta nel 1978 quando ero borsista dell’Istituto Italiano per gli Studi Storici. Nella primavera di quell’anno mi recai infatti nello studio dell’allora neonato Istituto per gli Studi Filosofici (che era poi il salotto di casa dell’Avv. Marotta) per ascoltare Georg Gadamer, che mi apparve circonfuso di luce e seduto su una specie di trono come un Budda. Parlò in un italiano meraviglioso, ma non so più di cosa. Lì c’era anche Antonio Gargano, presente, infaticabile come era e come sarebbe sempre rimasto. Eravamo così giovani: lui aveva soltanto qualche anno più di me ma mi sembrava più grande.
Mi invitò, parecchi anni dopo, a tenere diversi seminari e conferenze all’interno dell’Istituto, che ormai si era traferito nel meraviglioso quanto un po’ sgarrupato Palazzo Serra di Cassano, in via Monte di Dio. Quel palazzo, che era rimasto chiuso da più di due secoli dopo che nel 1799 il giovane patriota della Repubblica Napoletana Gennaro Serra di Cassano era stato giustiziato dalle forze reazionarie. Chiese di riaprirlo per una sua visita a Napoli l’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ma il permesso gli venne negato dell’avvocato Marotta insieme – immagino – al prode Antonio. Quanto ci godetti e ancora ne godo.
Quando ci incontravamo in quella sede Gargano si lamentava spesso della riduzione dei finanziamenti e teneva lui stesso corsi e lezioni per le scuole. E pensare che negli anni d’oro le attività dell’Istituto riempivano due paginoni di un quotidiano. Fra queste i corsi estivi: ne tenni parecchi in sedi meravigliose, ricordo Sorrento e San Gregorio. Antonio organizzava tutto con perizia e con un impegno e una fatica che allora neanche immaginavo.
E tutto questo per amore della filosofia e credo anche di Napoli, e se ho una immagine quasi sacra di quella città e della sua vocazione filosofica lo devo in gran parte a lui.