Uno scambio con un intellettuale russo

Sergio Benvenuto:

Ho chiesto a un mio amico, intellettuale russo: “Sono curioso di sapere che cosa la gente in Russia dice della morte di quel tipo che ha lo stesso cognome del premio Nobel in chimica del 1977”

L’amico ha chiesto di non pubblicare il suo nome, dato che per le sue opinioni contro la guerra in Ucraina potrebbe essere perseguito.

 

 

Risposta:

“Per quel che riguarda l’omonimo del teorico dei sistemi instabili, dei quanta e del caos,

per alcuni miei concittadini è solo un personaggio dello spettacolo, un grande intrattenitore;

per alcuni è (era) solo un criminale, a cui è successo di essere vittima di un regolamento di conti tra criminali;

per alcuni è (era) un traditore, che cercava di denigrare l’Uomo Sacro;

per alcuni è (era) un eroe così coraggioso da andare contro l’Urvater pazzo;

per alcuni è (e sempre sarà) vivo (dicono che è morto un suo sosia; di questi tempi la figura del doppio è molto popolare – la figura di un doppio, di una copia, di un Doppelgänger [di diverse persone, a cominciare dall’Urvater] è ormai dappertutto nel discorso dei russi).

I miei migliori auguri”

 

Lettera firmata

3 settembre 2023

 

 

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European Journal of Psychoanalysis